Non sempre sono fosse e sassi
a volte la vita di festosità t’incanta
sui fulgidi desii che di sorpresa cogli.
Madreperlaceo è il fiore dell’Amor sacro
vermiglio infervorato quello profano.
Occhi … che l’azzurro colgono
e dritti dritti giù, in fondo
al cuore scorticato giungono.
No, non servono parole
quando da soli narrano
l’Amore vero, l’immenso e il suo candore.
Eppure, sono sempre loro a dialogare
quando t’abbeveri dallo scarlatto calice
di fervidi desideri e negazioni colmo
mentre raggiante regina della sera
golosi occhi come mani incontri.
Infuocati sguardi
senza pudore alcuno mostrano
tutto e più di ciò che vogliono.
Brividi come onde calde sulla pelle
quando da subito e lungo tutto il tempo
ovunque addosso ti si spalmano.
Niveo non è quel sapore
eppure quanto zuccherina è
l’infervorata bizzarria
che mordendoti il dolce labbro
d’umido piacere ti confonde.
Leggerezza e profondità l’Amor sacro
fuoco e turbamento il profano
peccato che spesso s’arresti a non più sotto di un millimetro
dell’ultimo indumento che hai indosso.
tiziana mignosa
28 04 2009
Nota dell'autrice:
desidero si sappia che questa poesia l'ho scritta dopo essere stata ispirata dalla "gradita" citazione che il giornalista-amico Santi Pricone durante la serata di presentazione del mio libro a Siracusa ( La storia senza fine ) ha fatto sul grande maestro del Rinascimento italiano Tiziano e il suo capolavoro "L'Amor Sacro e l'Amor Profano"
Forse questa mia vuole essere, così come ho risposto durante la serata, una conferma ulteriore che non sono io a cercare l'ispirazione ma semmai è l'ispirazione che cerca e trova me.
La poesia è l'ispirazione di un istante catturata su di un foglio, elegante o elementare, cristallina o contorta che sia è comunque un attimo pieno d'emozione che dall'infinito giunge al cuore e dal cuore torna all'infinito.
tiziana mignosa
sabato 26 marzo 2011
venerdì 25 marzo 2011
Gli attimi non sono tutti uguali
A volte l’attimo
combacia all’attimo
e fa magia
scintille trepidanti
nell’aria scoccano
dipingendo quel momento
nel luogo dove il sorriso non conosce tempo.
Ma gli attimi
non sono tutti uguali
e anche quando
straripano di forte turbamento
difficilmente
si trovano sincronizzati
tra tempo ed emozione.
Molto spesso infatti
spaiati sullo stesso istante
passano e si perdono
senza sostare
in quell’oceano dove giacciono
tutte le esperienze vissute
e lasciate andare.
tiziana mignosa
marzo duemilaundici
combacia all’attimo
e fa magia
scintille trepidanti
nell’aria scoccano
dipingendo quel momento
nel luogo dove il sorriso non conosce tempo.
Ma gli attimi
non sono tutti uguali
e anche quando
straripano di forte turbamento
difficilmente
si trovano sincronizzati
tra tempo ed emozione.
Molto spesso infatti
spaiati sullo stesso istante
passano e si perdono
senza sostare
in quell’oceano dove giacciono
tutte le esperienze vissute
e lasciate andare.
tiziana mignosa
marzo duemilaundici
Anima e corpo
In questa notte dove il temporale
la pesantezza grida la tua assenza
le scarpe slaccio
sui vestiti a terra
e con lo sguardo al sole
la stagione buia varco.
E arrivo a te
che sei l’ardito sogno
che Amore soffia sull’Amore incerto
fogli svolazzanti e fiumi di parole
aquilone fanno
col soffio azzurro dell’aurora in fiore.
Promesse
di fuoco e di cristallo
gentili omaggi
posati dalle tue
sulle mie labbra accese
tra gli occhi
e l’infinito che ho davanti.
Il corpo
che in questa vita indosso
si scopre caldo nutrimento
per le tue mani a conca
anima
in cerca del complemento amato.
Io e te
lontani
eppure vicinissimi
anima e corpo
in questo tempo
un’altra volta nostro
tiziana mignosa
marzo duemilaundici
la pesantezza grida la tua assenza
le scarpe slaccio
sui vestiti a terra
e con lo sguardo al sole
la stagione buia varco.
E arrivo a te
che sei l’ardito sogno
che Amore soffia sull’Amore incerto
fogli svolazzanti e fiumi di parole
aquilone fanno
col soffio azzurro dell’aurora in fiore.
Promesse
di fuoco e di cristallo
gentili omaggi
posati dalle tue
sulle mie labbra accese
tra gli occhi
e l’infinito che ho davanti.
Il corpo
che in questa vita indosso
si scopre caldo nutrimento
per le tue mani a conca
anima
in cerca del complemento amato.
Io e te
lontani
eppure vicinissimi
anima e corpo
in questo tempo
un’altra volta nostro
tiziana mignosa
marzo duemilaundici
L'amore sulle mani
Ci sono uomini
che dell’amore parlano
e mentre sfoggiano ventagli d’emozioni
nemmeno sanno di quanto poco dicano
e questo perché ritengono
che immenso sia lo spicchio
piccolo spazio
dove in realtà si muovono.
Il petalo
pur avendo del suo profumo il sole
non è la margherita intera
come l’amore sulle mani
che in verità è solo uno dei locali
dell’immensa reggia
dove l’Amore
con tutta la sua bellezza regna.
tiziana mignosa
marzo duemilaundici
che dell’amore parlano
e mentre sfoggiano ventagli d’emozioni
nemmeno sanno di quanto poco dicano
e questo perché ritengono
che immenso sia lo spicchio
piccolo spazio
dove in realtà si muovono.
Il petalo
pur avendo del suo profumo il sole
non è la margherita intera
come l’amore sulle mani
che in verità è solo uno dei locali
dell’immensa reggia
dove l’Amore
con tutta la sua bellezza regna.
tiziana mignosa
marzo duemilaundici
venerdì 18 marzo 2011
Tra il mio pensiero e te
Quando il pensiero
si fa onda che carezza
oltre il varco della folla
lentamente
l’arsura cresce e ti va a cercare.
Col desiderio tra i capelli e i sogni
a piedi scalzi
la terra
intensamente vivo.
Calde radici
succhiano
sorsi di bellezza
linfa conosciuta
di saggezza antica.
Tra il mio pensiero e te
arabeschi di fiabe
accorciano le distanze
quando ad occhi chiusi
il tuo respiro
mi disegna l’infinito sulle spalle.
E la smania cresce
senza fretta
mentre l’Amore faccio
con tutto ciò che guardo
e con le dita sfioro.
Nel gioco che si replica
ancora tu
protagonista amato
“ti voglio”
e con le mani il mondo intero afferro
ti sto pensando
tiziana mignosa
marzo duemilaundici
si fa onda che carezza
oltre il varco della folla
lentamente
l’arsura cresce e ti va a cercare.
Col desiderio tra i capelli e i sogni
a piedi scalzi
la terra
intensamente vivo.
Calde radici
succhiano
sorsi di bellezza
linfa conosciuta
di saggezza antica.
Tra il mio pensiero e te
arabeschi di fiabe
accorciano le distanze
quando ad occhi chiusi
il tuo respiro
mi disegna l’infinito sulle spalle.
E la smania cresce
senza fretta
mentre l’Amore faccio
con tutto ciò che guardo
e con le dita sfioro.
Nel gioco che si replica
ancora tu
protagonista amato
“ti voglio”
e con le mani il mondo intero afferro
ti sto pensando
tiziana mignosa
marzo duemilaundici
mercoledì 9 marzo 2011
L'ultimo tempo
Fermenta al bivio l’esile respiro
mentre la moviola slaccia i nodi al tempo
che lesto s’appresta a completare
gli ultimi cerchi prima dell’andare.
Accelera sulle lezioni conclusive
percorrendo vie tracciate
eppure dimenticate
ultimi rintocchi duri prima di volare.
tiziana mignosa
giugno duemilanove
mentre la moviola slaccia i nodi al tempo
che lesto s’appresta a completare
gli ultimi cerchi prima dell’andare.
Accelera sulle lezioni conclusive
percorrendo vie tracciate
eppure dimenticate
ultimi rintocchi duri prima di volare.
tiziana mignosa
giugno duemilanove
lunedì 7 marzo 2011
Due vite e un corpo soltanto
A volte capita d’incontrare
delle persone che credono d’avere
non uno come conviene
ma ben due corpi da accontentare.
Come se fosse
del tutto normale
l’uomo a metà vorrebbe tenere
tutto ciò che sta dentro le stanze che ha scelto
una a suo tempo e l’altra da adesso.
E così sull’ora
che sotto ai piedi scorre impetuosa
il tempo spartisce secondo il suo estro
un poco sta qua e un altro poco di là
e riesce perfino a lagnarsi di brutto
quando qualcuno lo induce a pensare
che mentre sta nella stanza a diletto
non può afferrare anche le mele
di quella che ha scelto quand’era più fresco.
E’ troppo comodo prendere tutto
due vite e un corpo soltanto
e stupirsi anche quando c’è chi
soffre tra misere briciole vestite di tanto.
E senza capire perché non la trova
vorrebbe anche avere l’ambita vittoria
mentre le due
sono stanche di piangere chi
pare dia tanto ma solo a stesso.
Re dell’Amore
che crede d’amare ma non lo sa fare
poco di qua e poco anche là
nessuna accontenta e lui adesso lo sa.
tiziana mignosa
gennaio duemilaundici
delle persone che credono d’avere
non uno come conviene
ma ben due corpi da accontentare.
Come se fosse
del tutto normale
l’uomo a metà vorrebbe tenere
tutto ciò che sta dentro le stanze che ha scelto
una a suo tempo e l’altra da adesso.
E così sull’ora
che sotto ai piedi scorre impetuosa
il tempo spartisce secondo il suo estro
un poco sta qua e un altro poco di là
e riesce perfino a lagnarsi di brutto
quando qualcuno lo induce a pensare
che mentre sta nella stanza a diletto
non può afferrare anche le mele
di quella che ha scelto quand’era più fresco.
E’ troppo comodo prendere tutto
due vite e un corpo soltanto
e stupirsi anche quando c’è chi
soffre tra misere briciole vestite di tanto.
E senza capire perché non la trova
vorrebbe anche avere l’ambita vittoria
mentre le due
sono stanche di piangere chi
pare dia tanto ma solo a stesso.
Re dell’Amore
che crede d’amare ma non lo sa fare
poco di qua e poco anche là
nessuna accontenta e lui adesso lo sa.
tiziana mignosa
gennaio duemilaundici
Iscriviti a:
Post (Atom)