martedì 11 ottobre 2011

Maestro e attore

Quando il sole
d’acqua e neve gocciola
non senti più il frinire delle cicale
e l’estate si fa presto inverno
e il giorno notte
senza nemmeno stelle

Ma è solo il tormento che nasconde
quel poco che rimane lungo il viale
quando ti benda evidenziando il vuoto
e soffri come se non fosse
anche lui maestro e attore

Così come passa l’attimo di gioia
sulla terra passa anche lo sconforto
ma a poco serve la verità
che ti gira e ti rigira in testa
quando ti trovi immerso fino al collo
dentro l’odiato fosso

tiziana mignosa
agosto duemilaundici

Lucchetti a doppia chiave

Per legare un cuore
non servono lucchetti a doppia chiave
i rapporti si cementano con le parole
e non con le catene
o sbattendo in faccia
regole e doveri stabiliti
da chi ha bisogno di vivere
dentro spessi argini dai profili di cemento

Menta e libertà
lastricano di fiducia e leggerezza
la strada a mille sbocchi
ma che alla fine conduce solo
dove le parole le porte aprono
e non le sbattono
ergendo barriere senza senso
sulle posizioni

tiziana mignosa
settembre duemilaundici

Metamorfosi

Iridescente è il viaggio
del viandante scalzo
quando nell’inferno del momento
calpesta prati mutanti in gole aguzze
e a uno a uno vuoti vestiti d’infinito conta

Missione sul filo del rasoio
che avanzando sdoppia argini gemelli
carne che si smembra
nel tempo in cui
il tepore al gelo desta il nuovo addio

Potenzialità d’azzurri
recise come giovani virgulti
foglie ancora acerbe
strappate a tradimento
spiombano a gocce gelide
dall’albero maestro

Emozione umida
capace di siglare
tutte le fragilità che incontra
debolezze che il passo cedono alla forza
per non morire senza

Porte
sbattute in faccia alla letizia
finché un pezzo della bellezza sosta
spalmato sulla barriera che divide
il sentimento dal dolore dello strappo

tiziana mignosa
ottobre duemilaundici

Tasselli senza memoria

Seppur l’arazzo
anche loro formano
alcuni incontri
non conoscono scalpello
tasselli sì
ma senza memoria

Come ogni passo
grazia che alla meta porta
trasformano l’attimo della puntata
in polvere che luccica ma subito si disperde
come accade al vento
quando passa senza lasciare traccia

Non concedono di sé che poche cose
incontri senza nessuna scia
eppure anche loro sono l’acqua e il pane
che la forma danno
all’essenza che crescendo
si fa sempre più bella.

tiziana mignosa
luglio duemilaundici

Stai diventando acqua

Ho paura di te
con la stessa intensità con cui ti voglio
e più ti voglio e più ti temo

Stai diventando acqua
la stessa acqua che lentamente sento scivolare
sulle zolle aride che formano la mia terra

E più ti bevo
e più la sete cresce
e il desiderio aumenta
mentre ti sento vento
che in notti come questa mi carezza

Lascia che sia
lo sciabordio dei passi tuoi sulla mia vita
quel suono melodioso che mi culla
mentre ti sento scorrere
soffio di piacere sulla pelle
brivido
che di miele e forza
riempire ogni cavità che incontra

Invadimi
come fa la luce quando
delicatamente forza il buio
e le parole giuste
nel tempo in cui si insinuano
tra le pieghe dei cartoni grigi
dei giorni fatti uguali ai giorni

Stai diventando acqua
e l’acqua o si assorbe
oppure scorre
comunque anche lei va via

tiziana mignosa
agosto duemilaundici

Pensieri di carta e vento

Coi piedi sulla terra
lo sguardo in su
e la notte dentro agli occhi
il lento rincorrersi inseguo
di pensieri di carta e vento

Melodie che si fondono
a sorsi di miele
dalle radici ancorate sul passato
e a dolci malinconie alla salsedine

Invisibile bouquet d’emozioni
tra i tetti delle case e il mio sentire
in questo manto blu dove l’estate
alla luna l’Amore canta

e la magia accende ai sensi
regalando languidi stupori
su noi
palloncini a elio
ancorati a quintali di cemento

tiziana mignosa
luglio duemilaundici

La dipendenza

Sei come vento
il cui soffio calma
essenza che bonifica le paludi
e le stelle accende nel buio della sera

Colori coi tuoi fiori
l’oscillante verde dentro i campi
ma la spugna non capisce quand’è secca
che il fiume non è lago e deve scorrere
e che la linfa
non può essere sempre data in porzioni uguali

I tumulti interiori
generano sempre arruffamenti
ma mostrano anche
che la dipendenza non va mai bene

tiziana mignosa
luglio duemilaundici