venerdì 14 ottobre 2011

L'arcobaleno come gli artisti

L’arcobaleno che vedi riflesso
nell’acqua del lago
è solo la flebile immagine di ciò che vuoi
è la magia di un attimo
che nella tua vita porta
il luccichio frizzante
di quello che ancora non ti è concesso avere

Gli artisti
come l’arcobaleno
hanno sempre nelle loro tasche
un pizzico di magia
che il cuore strega
di chi ha occhi giusti per vedere

tiziana mignosa
luglio duemilaundici

Ventuno giugno

Adoro l’estate
coi suoi spicchi d’azzurro esagerato
che festoso fa capolino dalle case
e le calienti vie
che il calore palpitano
sul grigio nero dell’asfalto

Sensuale e misteriosa
col suo odore che stordisce
l’Amore attrae
quando tenero germoglia
ed io mi fondo
al suo lento divenire

A sorpresa le mie labbra
il candore incontrano
di un collo di camicia
e la sua brama

Vicolo
senza bocca e complice
che non coglie solo il ticchettio del passo
ma volute attese
che rallentano l’arrivo
per raccogliere petali
di un sorriso forse un po’ distratto

E le mie mani osservo
barriere con un loro senso
che proteggono dal desiderio di ingoiare
e intanto ansimano
il miele cristallino del contatto

Antenne alzate
che catturano paure
e batticuori troppo scontati
mentre ascoltano
tutto ciò che dentro e fuori nasce

tiziana mignosa
giugno duemilaundici

martedì 11 ottobre 2011

Gli artisti vanno protetti

Gli artisti sono come i colori seducenti
dentro l’astuccio del bambino
hanno sempre voglia di uscire e tinteggiare
tutto ciò che toccano
con gli occhi e con le mani

Nascono per la bellezza
e funzionano bene se vanno usati
solo per quello
per cui sono stati creati

Vanno protetti
perché complici con la natura
coi pensieri e con le dita
armonia soffiano sulle vie del mondo

e fargli fare altro
sarebbe come sforbiciare
la grandiosità del dono
che il cielo gli ha voluto fare

sarebbe come strappare
l’essenza stessa al fiore
nato per armonizzare prati
o il vaso in cui si trova

L’artista non può
perdere il suo tempo
in mestieri dove la fantasia viene bandita
perché diventerebbe come
l’usignolo che si spegne
dentro la gabbia che gli hanno alzato intorno

E se proprio deve farlo
che sia almeno giusto il tempo
di immortalare su un foglio
tutto il suo tormento

Ma di sicuro
anche quando piove e si dispera
con i piedi sta nel mondo
e con il cuore
dove splende il sole

L’artista va protetto
non dimenticarlo
mondo

tiziana mignosa
ottobre duemilaundici

Diverso

I matti hanno una marcia in più
rispetto agli ubbidienti treni
che mentre sui binari scorrono
sognano voli screziati d’infinito
senza per questo mai sgarrare
al di fuori del loro lento fantasticare

In effetti
sono diversi
ma non di certo
per ciò che si è portati a credere
e a pensare

Di sicuro non seguono
a capo basso
il grigio flusso di chi è convinto d’essere normale
solo perché i giochi rappresenta
nella stanza dove alloggia
la moltitudine della gente

Diverso non vuol dire
essere sbagliato
pensiero limitante
di chi si definisce giusto e sano

E mentre tutti gli altri
impauriti li allontanano
loro azzardano
ridendo irriverenti
i più arditi attraversamenti
di bizzarre e colorate soglie
invisibili a chi non sa come si osa

I matti parlano
vedono e toccano
mondi sconosciuti
a chi s’accontenta di sostare
dentro le alte mura
del vedo e tocco
e nulla più esiste


tiziana mignosa
settembre duemilaundici

Le città del nord

Le città del nord
sembrano disegnate dalla mano abile
di chi sa che è meglio non sbavare
e si muovono in quel silenzio
del tutto innaturale

Abitanti come linee piatte
che le emozioni dosano
come il sole lesina i raggi
sulle cose e sulle persone

L’arancio inchioda
e il verde schizza
nessuno sgarra
eppure tutto è triste
e persino l’astro caldo
ha deciso di andare altrove

o forse è questa mancanza
che come le piante rende smorte
e senza clorofilla
lo stesso fa con tutto ciò che incontra

E dalla visione comune
di ordine ed efficienza
anche per strada tutto è al posto stabilito
perfino le foglie
non si vedono sui marciapiedi
perché nemmeno gli alberi
osano farle andare a terra

tiziana mignosa
ottobre duemilaundici


note: e che nessuno me ne voglia.. è solo per ridere!

Polvere rosa

Ho raccolto il tuo sguardo
e l’ho conservato nell’attimo dopo
quando il mio si è chinato
intimorito dalla segreta esuberanza
che tra la folla mi ha inondato

Lo conserverò
nell’invisibile scrigno
che carezzo nelle ore della malinconia
quando la felicità si veste di sapone
e le mani vacillano nel nulla

Ma il tempo lo so
ne sbiadirà i contorni
fino a farne polvere rosa
e delicata trasparenza
sul lieve sorriso del mio domani

tiziana mignosa
settembre duemilaundici

Miele e assenzio

Come l’orizzonte
che tale rimane lungo il cammino
l’Amore inseguo
bevendo attimi di miele e assenzio

Boccate di nulla
che s’intersecano a riflessi d’infinito
percorso scosceso
tra pioppi che s’avvicinano
e mi ritrovo alle spalle
per raggiungere l’orizzonte che non vedo

E mani che dal peso spiombano
e l‘attimo dopo veleggiano
piene di fumo e coriandoli
senza più senso

tiziana mignosa
agosto duemilaundici