Le città del nord
sembrano disegnate dalla mano abile
di chi sa che è meglio non sbavare
e si muovono in quel silenzio
del tutto innaturale
Abitanti come linee piatte
che le emozioni dosano
come il sole lesina i raggi
sulle cose e sulle persone
L’arancio inchioda
e il verde schizza
nessuno sgarra
eppure tutto è triste
e persino l’astro caldo
ha deciso di andare altrove
o forse è questa mancanza
che come le piante rende smorte
e senza clorofilla
lo stesso fa con tutto ciò che incontra
E dalla visione comune
di ordine ed efficienza
anche per strada tutto è al posto stabilito
perfino le foglie
non si vedono sui marciapiedi
perché nemmeno gli alberi
osano farle andare a terra
tiziana mignosa
ottobre duemilaundici
note: e che nessuno me ne voglia.. è solo per ridere!
La poesia è l'ispirazione di un istante catturata su di un foglio, elegante o elementare, cristallina o contorta che sia è comunque un attimo pieno d'emozione che dall'infinito giunge al cuore e dal cuore torna all'infinito.
tiziana mignosa
Visualizzazione post con etichetta luoghi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta luoghi. Mostra tutti i post
martedì 11 ottobre 2011
mercoledì 31 agosto 2011
Cristalli liquidi
Il momento più bello è quando ancora
nessuna voce graffia la musicalità della natura
e timido il sole
a quell’ora basso
conquistando lentamente il cielo
gli occhi addormentati invade
In lontananza
sbadigliano le case sul candore della scogliera
che ancora addosso sente
la notte appena andata
e il cuore dorme
e l’acqua è cheta
Lesto il tuffo s’esprime nell’azzurro
frizzante canto che mi desta
nell’abbraccio liquido che a cerchio ingoia me
e gli invisibili abitanti
che di luci e d’ombre m’ingarbugliano
le punte più ribelli dei capelli
E gli occhi s’aprono di nuovo
stavolta protagonisti e non più spettatori muti
mentre le mani in danza il mare suonano
cristalli liquidi
colmando l’aria di piacere
mi gorgheggiano gentili tra le dita
Nella conca di smeraldo
sciabordio di note
e intrecci di sogni colorati
che la mano allentano al sonno
mentre come fiore alla salsedine
si desta tutto il mondo intorno
tiziana mignosa
agosto duemilaundici
Note: alla conchetta di Ognina che ogni anno accoglie me e le mie sorelle,
da quando eravamo piccole, nell'ora più bella...
la mattina presto quando ancora il mondo dorme tutt'intorno
nessuna voce graffia la musicalità della natura
e timido il sole
a quell’ora basso
conquistando lentamente il cielo
gli occhi addormentati invade
In lontananza
sbadigliano le case sul candore della scogliera
che ancora addosso sente
la notte appena andata
e il cuore dorme
e l’acqua è cheta
Lesto il tuffo s’esprime nell’azzurro
frizzante canto che mi desta
nell’abbraccio liquido che a cerchio ingoia me
e gli invisibili abitanti
che di luci e d’ombre m’ingarbugliano
le punte più ribelli dei capelli
E gli occhi s’aprono di nuovo
stavolta protagonisti e non più spettatori muti
mentre le mani in danza il mare suonano
cristalli liquidi
colmando l’aria di piacere
mi gorgheggiano gentili tra le dita
Nella conca di smeraldo
sciabordio di note
e intrecci di sogni colorati
che la mano allentano al sonno
mentre come fiore alla salsedine
si desta tutto il mondo intorno
tiziana mignosa
agosto duemilaundici
Note: alla conchetta di Ognina che ogni anno accoglie me e le mie sorelle,
da quando eravamo piccole, nell'ora più bella...
la mattina presto quando ancora il mondo dorme tutt'intorno
venerdì 6 maggio 2011
Nettuno
Col sorriso e con lo sguardo
sulle vette il desiderio spalmo
antiche e scorticate mura da annusare
sonnecchiano alla calura
di cristalli azzurrognoli di vento.
Vanesi sole e mare
si specchiano sui vetri delle case
mentre liquide dimore alla salsedine
di dondolanti barche e sogni inquieti
si lasciano lambire
dal volo senza meta dei gabbiani.
Estate colorata
di sale e pelle ambrata
amante prediletta
di giorno s’abbraccia con l’azzurro
di notte con la signora bianca
ma quando l’ora
s’addolcisce sulla quiete della sera
fiammelle tremolanti
nell’acqua la nostalgia disciolgono
e al tempo dell’adesso
l’Amor perduto soffiano.
tiziana mignosa
aprile duemilaundici
sulle vette il desiderio spalmo
antiche e scorticate mura da annusare
sonnecchiano alla calura
di cristalli azzurrognoli di vento.
Vanesi sole e mare
si specchiano sui vetri delle case
mentre liquide dimore alla salsedine
di dondolanti barche e sogni inquieti
si lasciano lambire
dal volo senza meta dei gabbiani.
Estate colorata
di sale e pelle ambrata
amante prediletta
di giorno s’abbraccia con l’azzurro
di notte con la signora bianca
ma quando l’ora
s’addolcisce sulla quiete della sera
fiammelle tremolanti
nell’acqua la nostalgia disciolgono
e al tempo dell’adesso
l’Amor perduto soffiano.
tiziana mignosa
aprile duemilaundici
lunedì 18 aprile 2011
Ortigia e la sua notte
Nella silente notte estiva
diafana la luna
tremula l’immagine di sé
nelle liquide azzurrità riflette
… acqua di sale e cielo ovunque …
tra tetti a rosse tegole
e strade strette appare
mentre il ticchettio del passo
al passante solitario canta
… isola dall’oscuro fascino …
Ortigia e la sua notte
che per sorprendere la voglia
nel buio lesta si ridesta
e in allegria attende
la sonnacchiosa quiete lungo il giorno
… misteriosi locali i suoi sorrisi …
nei solitari vicoli
sui davanzali spalancati
palpitanti fiori toccano
preziose trine a pietra
… leggende e verità …
della sua magnificenza
narrano
che indisturbata si esibisce
senza lambire il tempo che sfiorisce.
tiziana mignosa
aprile duemilaundici
diafana la luna
tremula l’immagine di sé
nelle liquide azzurrità riflette
… acqua di sale e cielo ovunque …
tra tetti a rosse tegole
e strade strette appare
mentre il ticchettio del passo
al passante solitario canta
… isola dall’oscuro fascino …
Ortigia e la sua notte
che per sorprendere la voglia
nel buio lesta si ridesta
e in allegria attende
la sonnacchiosa quiete lungo il giorno
… misteriosi locali i suoi sorrisi …
nei solitari vicoli
sui davanzali spalancati
palpitanti fiori toccano
preziose trine a pietra
… leggende e verità …
della sua magnificenza
narrano
che indisturbata si esibisce
senza lambire il tempo che sfiorisce.
tiziana mignosa
aprile duemilaundici
domenica 23 gennaio 2011
Pratica di mare
E’ polvere
sulle mura stanche
strade scorticate a incrocio
solleticano la mia mente ardita
e tutto ciò che dietro agli occhi giace.
A tratti aleggiano
vocii andati e nenie sussurrate
languidi sguardi e veloci stilettate
che dal passato arrivano
e abbracci allacciano alle nuove ore presentate.
Così è l’incanto
di quei percorsi consumati
che al tempo si rassegnano
e intanto scricchiolii
e giovani cedimenti accolgono.
Magnifica è la veste
che al fato si concede
prezioso pasto per la tarma vergine
che non demorde e attende
che il buio si faccia nuovo chiasso e luce intorno
e il cuore pulsa
desio di duplicare
lo splendore del beato tempo
tra principi e sudditi
ancora palpitanti e vivi.
tiziana mignosa
giugno duemiladieci
sulle mura stanche
strade scorticate a incrocio
solleticano la mia mente ardita
e tutto ciò che dietro agli occhi giace.
A tratti aleggiano
vocii andati e nenie sussurrate
languidi sguardi e veloci stilettate
che dal passato arrivano
e abbracci allacciano alle nuove ore presentate.
Così è l’incanto
di quei percorsi consumati
che al tempo si rassegnano
e intanto scricchiolii
e giovani cedimenti accolgono.
Magnifica è la veste
che al fato si concede
prezioso pasto per la tarma vergine
che non demorde e attende
che il buio si faccia nuovo chiasso e luce intorno
e il cuore pulsa
desio di duplicare
lo splendore del beato tempo
tra principi e sudditi
ancora palpitanti e vivi.
tiziana mignosa
giugno duemiladieci
L'odore della mia terra
D’azzurro il cielo si fa vanto
su questa terra dove il sole
il profumo dei limoni nel vento spande
e gli occhi colma
coi fichi d’india a picco sopra il mare.
L’odore dell’origano nel mentre
a mazzi scende giù dalle credenze
indelebile è l’impronta
carezza sull’antico
che sempre più diventa tale.
Rovente
è il vermiglio dei gerani sui terrazzi
contrasto appassionato
con le verdi danzatrici
che dell’aria amano le mani.
L’arcobaleno
vivace si fa sfoggio
nei vasi a coccio
mentre il basilico e la menta
deliziano l’olfatto di chi gli gira intorno.
Caliente è la mia terra
di mare e tempi andati
che paralleli scorrono
sulla vacuità dei sensi
invisibile riflesso sull’adesso.
tiziana mignosa
luglio duemiladieci
su questa terra dove il sole
il profumo dei limoni nel vento spande
e gli occhi colma
coi fichi d’india a picco sopra il mare.
L’odore dell’origano nel mentre
a mazzi scende giù dalle credenze
indelebile è l’impronta
carezza sull’antico
che sempre più diventa tale.
Rovente
è il vermiglio dei gerani sui terrazzi
contrasto appassionato
con le verdi danzatrici
che dell’aria amano le mani.
L’arcobaleno
vivace si fa sfoggio
nei vasi a coccio
mentre il basilico e la menta
deliziano l’olfatto di chi gli gira intorno.
Caliente è la mia terra
di mare e tempi andati
che paralleli scorrono
sulla vacuità dei sensi
invisibile riflesso sull’adesso.
tiziana mignosa
luglio duemiladieci
domenica 5 dicembre 2010
Autunno a Strasburgo
E’ nebbia
coltre che sinuosa aleggia tra le vie
e lentamente il varco apre
sull’incanto del mio sguardo incerto sull’afferrare.
Gelide le dita del freddo
schiaffeggiano ogni parte di me che si può toccare
mentre sogno dentro lo scenario
e coi colori dell’autunno mi miscelo.
E’ danza d’emozioni in festa
che a cavallo dello sguardo lievemente oscillano
tra il giallo delle foglie
e lo scorrere del tempo inciso sulle case.
L’immenso mi possiede
sull’intensità del ghiaccio e del silenzio
in questi luoghi dove la favola è nata
e non s’è mai allontanata.
tiziana mignosa
ottobre duemiladieci
coltre che sinuosa aleggia tra le vie
e lentamente il varco apre
sull’incanto del mio sguardo incerto sull’afferrare.
Gelide le dita del freddo
schiaffeggiano ogni parte di me che si può toccare
mentre sogno dentro lo scenario
e coi colori dell’autunno mi miscelo.
E’ danza d’emozioni in festa
che a cavallo dello sguardo lievemente oscillano
tra il giallo delle foglie
e lo scorrere del tempo inciso sulle case.
L’immenso mi possiede
sull’intensità del ghiaccio e del silenzio
in questi luoghi dove la favola è nata
e non s’è mai allontanata.
tiziana mignosa
ottobre duemiladieci
mercoledì 10 novembre 2010
La luna a Strasburgo
( Sulle note di Secret Garden, Hymn to hope)
Ha una magia diversa
la luna in certi posti
o forse è solo il sentire differente
che in alcuni momenti coglie meglio la bellezza
e in altri va oltre senza ascoltarla.
Straripa dagli occhi a volte
e il cuore si scioglie nel piacere
ma quando il sentimento langue
sui boccioli morti prima di diventare fiori
il respiro è tronco e cala il lutto sulla festa.
E intanto l’imbrunire avanza
coltre gelida sui pensieri inceppati sullo stesso punto
che alla danza della malinconia m’invitano
e la gioia si fa cappio
sull’eco delle risate che la memoria suonano.
Giovane è la notte
e la sua bellezza nel vento urla
in questo blu dove il tempo
le ore insegue
per andare dove si è imbrigliato il cuore.
tiziana mignosa
ottobre duemiladieci
Ha una magia diversa
la luna in certi posti
o forse è solo il sentire differente
che in alcuni momenti coglie meglio la bellezza
e in altri va oltre senza ascoltarla.
Straripa dagli occhi a volte
e il cuore si scioglie nel piacere
ma quando il sentimento langue
sui boccioli morti prima di diventare fiori
il respiro è tronco e cala il lutto sulla festa.
E intanto l’imbrunire avanza
coltre gelida sui pensieri inceppati sullo stesso punto
che alla danza della malinconia m’invitano
e la gioia si fa cappio
sull’eco delle risate che la memoria suonano.
Giovane è la notte
e la sua bellezza nel vento urla
in questo blu dove il tempo
le ore insegue
per andare dove si è imbrigliato il cuore.
tiziana mignosa
ottobre duemiladieci
Etichette:
crepuscolari,
luoghi,
poesie e note
martedì 14 settembre 2010
La mia terra
Anelli a catena è il tempo
che lentamente affossa nel torpore
ed è per questo che di lui mi svesto
piuma che dalla terra al sole muove.
D’arancio e seduzione
da sempre è nutrimento
mura che d’impulso e ardore
d’intensità trasudano emozione.
Assorbo lentamente
la pregiata essenza
intenso soffio
che al mio sentire canta.
E’ senza tempo
la bellezza
e non s’allontana mai da dove
la sua migliore prova ha gorgogliato
quando come un disco e il suo inceppo
invisibile rivive all’infinito
lo scintillio magnifico
del suo momento d’oro.
E così m’incanto
di fronte a quelle voci amate
bisbigli delicati come carezze a sfioro
li sento e li rivivo appieno
e poi sorrido
e intanto il mondo ignaro
va avanti
senza ascoltare.
tiziana mignosa
luglio duemiladieci
Nota: è quando ci allontaniamo dalle cose, dai luoghi o dalle persone che poi, quando siamo pronti, ne assaporiamo la vera essenza incantatrice.
Questa poesia è per la magica Sicilia terra infuocata e piena di ardente passione.
che lentamente affossa nel torpore
ed è per questo che di lui mi svesto
piuma che dalla terra al sole muove.
D’arancio e seduzione
da sempre è nutrimento
mura che d’impulso e ardore
d’intensità trasudano emozione.
Assorbo lentamente
la pregiata essenza
intenso soffio
che al mio sentire canta.
E’ senza tempo
la bellezza
e non s’allontana mai da dove
la sua migliore prova ha gorgogliato
quando come un disco e il suo inceppo
invisibile rivive all’infinito
lo scintillio magnifico
del suo momento d’oro.
E così m’incanto
di fronte a quelle voci amate
bisbigli delicati come carezze a sfioro
li sento e li rivivo appieno
e poi sorrido
e intanto il mondo ignaro
va avanti
senza ascoltare.
tiziana mignosa
luglio duemiladieci
Nota: è quando ci allontaniamo dalle cose, dai luoghi o dalle persone che poi, quando siamo pronti, ne assaporiamo la vera essenza incantatrice.
Questa poesia è per la magica Sicilia terra infuocata e piena di ardente passione.
mercoledì 5 maggio 2010
Ortigia e la sua bellezza
Su quest’isola
di fuoco e sogni
folgora di bellezza
la misteriosa tenebra estiva
che di vita palpita
tra le vetuste mura
destate dal torpore del tempo.
Salsedine e incanto
sibilo impercettibile
tra le chiassose vie
che festose gridano il piacere.
Intenso
percepisco l’odore
di limoni e libertà
mentre slaccio i nodi
all’incompresa razionalità.
E’ sinuosa
la sensuale danza del desiderio
che impertinente libero
quando a piedi nudi ascolto
il possente battito della calda terra.
E terra ... divento
meraviglioso attimo senza catene
terra nella terra
fuoco nel fuoco
aria dell’aria
in quest’illusione di libertà
di questa piccola notte
di note e bellezza
solitario dono del tempo
e della mia amata Ortigia.
tiziana mignosa
agosto duemilaotto
di fuoco e sogni
folgora di bellezza
la misteriosa tenebra estiva
che di vita palpita
tra le vetuste mura
destate dal torpore del tempo.
Salsedine e incanto
sibilo impercettibile
tra le chiassose vie
che festose gridano il piacere.
Intenso
percepisco l’odore
di limoni e libertà
mentre slaccio i nodi
all’incompresa razionalità.
E’ sinuosa
la sensuale danza del desiderio
che impertinente libero
quando a piedi nudi ascolto
il possente battito della calda terra.
E terra ... divento
meraviglioso attimo senza catene
terra nella terra
fuoco nel fuoco
aria dell’aria
in quest’illusione di libertà
di questa piccola notte
di note e bellezza
solitario dono del tempo
e della mia amata Ortigia.
tiziana mignosa
agosto duemilaotto
sabato 3 aprile 2010
Il dono di burano
E’ nella Venice bambina
che l’incantesimo rivive e poi si spezza
inatteso come il fuoco dentro il ghiaccio
il sale si fa cura alle ferite.
Tra case a tavolozza
rivelazioni e leggerezza fanno dono
e a treccia sciolgono
intrighi di parole andate
annerite in una pozza.
Echi consumati sul fondo posano
ma alleggerendo il piatto del dolore
la gioia il nodo slaccia
e i pesi volano altrove.
tiziana mignosa
marzo duemiladieci
che l’incantesimo rivive e poi si spezza
inatteso come il fuoco dentro il ghiaccio
il sale si fa cura alle ferite.
Tra case a tavolozza
rivelazioni e leggerezza fanno dono
e a treccia sciolgono
intrighi di parole andate
annerite in una pozza.
Echi consumati sul fondo posano
ma alleggerendo il piatto del dolore
la gioia il nodo slaccia
e i pesi volano altrove.
tiziana mignosa
marzo duemiladieci
venerdì 15 gennaio 2010
Tornare è come entrare
Custode dei primi voli incerti
e dei sogni bambini
è quel luogo amato
scrigno dove un pezzo del mio cuore s’è imbrigliato.
Ogni qualvolta torno
tra quelle vie di vento e mare
che solo i miei balocchi hanno lambito
percorsi scartati e nuove orme incontro.
Tornare è come entrare
nel giardino delle opportunità perdute
luoghi dove convergono
strade recise e poi dimenticate.
Raccolgo palpiti dietro le porte chiuse
sentieri ormai smarriti
anime di polvere nella mente
che di sorriso socializzano col presente.
tiziana mignosa
dicembre 2009
Nota dell'autrice: dedico questa poesia alla mia bellissima Siracusa, terra lontana e amata
e dei sogni bambini
è quel luogo amato
scrigno dove un pezzo del mio cuore s’è imbrigliato.
Ogni qualvolta torno
tra quelle vie di vento e mare
che solo i miei balocchi hanno lambito
percorsi scartati e nuove orme incontro.
Tornare è come entrare
nel giardino delle opportunità perdute
luoghi dove convergono
strade recise e poi dimenticate.
Raccolgo palpiti dietro le porte chiuse
sentieri ormai smarriti
anime di polvere nella mente
che di sorriso socializzano col presente.
tiziana mignosa
dicembre 2009
Nota dell'autrice: dedico questa poesia alla mia bellissima Siracusa, terra lontana e amata
venerdì 8 gennaio 2010
Terra caliente
Scorre nelle vene
il desiderio
si mescola al sangue
in questa terra arsa
di passione e tormento.
Negli assolati intrecci
d’afa e di cicale
dorati granelli
trasporta il vento
sulle tempestose spiagge
delle segrete del cuore.
Cocenti i ruderi
di miti e d’utopie
sulla sensuale terra
degli infuocati tramonti
in riva al mare.
Zagara e salsedine
tra i capelli
leggende sussurrate
sulla pelle
che d’azzurro e di sole
invadono gli occhi.
Svogliati i meriggi
di variopinti frutti
linfa succosa
gocciola lenta
tra le dita.
Cala il silenzio
sul grano bruciato
quando la cicala intona
la solitaria nenia
alla malinconia del cuore.
tiziana mignosa
agosto 2008
Note dell'autrice: dedico questa poesia alla mia Ortigia, terra magica per eccellenza.
il desiderio
si mescola al sangue
in questa terra arsa
di passione e tormento.
Negli assolati intrecci
d’afa e di cicale
dorati granelli
trasporta il vento
sulle tempestose spiagge
delle segrete del cuore.
Cocenti i ruderi
di miti e d’utopie
sulla sensuale terra
degli infuocati tramonti
in riva al mare.
Zagara e salsedine
tra i capelli
leggende sussurrate
sulla pelle
che d’azzurro e di sole
invadono gli occhi.
Svogliati i meriggi
di variopinti frutti
linfa succosa
gocciola lenta
tra le dita.
Cala il silenzio
sul grano bruciato
quando la cicala intona
la solitaria nenia
alla malinconia del cuore.
tiziana mignosa
agosto 2008
Note dell'autrice: dedico questa poesia alla mia Ortigia, terra magica per eccellenza.
lunedì 2 novembre 2009
Sul lago di Lugano un sospiro al crepuscolo
(Sulle note di “Le onde” di Luigi Einaudi)
S’incanta la mia essenza
ogni qualvolta la bellezza straborda sull’attesa
lieve carezza
inerpicata sul violaceo manto
d’intermittente luccichio d’altre vite deste.
Gioca il cielo
colla tavolozza dei carminii
mentre il blu cobalto indossa
i limpidi gioielli della sera
quando sullo specchio cheto
riflette fisicità tangibili e verità segrete.
Di fitta
in fondo al cuore mi trafigge
mentre tutto insieme lo splendore mi sovrasta
e sulla bilancia della vita
solleva col suo peso
il piatto scarno dell’assenza.
tiziana mignosa
06 2009
http://www.youtube.com/watch?v=Gr4FN_DOpSk
S’incanta la mia essenza
ogni qualvolta la bellezza straborda sull’attesa
lieve carezza
inerpicata sul violaceo manto
d’intermittente luccichio d’altre vite deste.
Gioca il cielo
colla tavolozza dei carminii
mentre il blu cobalto indossa
i limpidi gioielli della sera
quando sullo specchio cheto
riflette fisicità tangibili e verità segrete.
Di fitta
in fondo al cuore mi trafigge
mentre tutto insieme lo splendore mi sovrasta
e sulla bilancia della vita
solleva col suo peso
il piatto scarno dell’assenza.
tiziana mignosa
06 2009
http://www.youtube.com/watch?v=Gr4FN_DOpSk
Etichette:
crepuscolari,
luoghi,
poesie e note
venerdì 9 ottobre 2009
Mary Kelly
Tra nebbie e gelo
si dissipano le ore
tetro spicchio sull’oscuro mondo.
Londra si desta e s’addormenta
di topi e polvere, sangue e poco amore
sul rosso e il nero della sera.
Di pesca
è la sua pelle fresca
Mary è di velluto e sogna tenerezza.
Lunga sottana tace vita breve
milleottocento88 muffa e tenebre sui muri
soffio intenso e brivido sulla pelle.
tiziana mignosa
10 2009
Nota dell’autrice: questa poesia è dedicata alla Londra del 1888 ai tempi di Jack lo squartatore e Mary Kelly
si dissipano le ore
tetro spicchio sull’oscuro mondo.
Londra si desta e s’addormenta
di topi e polvere, sangue e poco amore
sul rosso e il nero della sera.
Di pesca
è la sua pelle fresca
Mary è di velluto e sogna tenerezza.
Lunga sottana tace vita breve
milleottocento88 muffa e tenebre sui muri
soffio intenso e brivido sulla pelle.
tiziana mignosa
10 2009
Nota dell’autrice: questa poesia è dedicata alla Londra del 1888 ai tempi di Jack lo squartatore e Mary Kelly
lunedì 5 ottobre 2009
Piazza della Rotonda
S’affacciano sulla bellezza
le scorticate bocche dei muri
ennesima è la copia del giorno
che a fatica si consuma.
Pigre sbadigliano
sull’aria e il suo tepore
che di me scalda tutto
immemore del cuore.
L’avvicendarsi della vita origliano
chine di stupore
coi veli del presente celano
orme ormai lontane.
Teneri ricordi
tra sole e schizzi d’acqua in controluce
allegri zampilli
rincorrono sfuggevoli idee un po’ bizzarre.
Amate briciole
di pianto e riso raccattato
è ciò che rimane
nel forziere profanato.
tiziana mignosa
09 2008
le scorticate bocche dei muri
ennesima è la copia del giorno
che a fatica si consuma.
Pigre sbadigliano
sull’aria e il suo tepore
che di me scalda tutto
immemore del cuore.
L’avvicendarsi della vita origliano
chine di stupore
coi veli del presente celano
orme ormai lontane.
Teneri ricordi
tra sole e schizzi d’acqua in controluce
allegri zampilli
rincorrono sfuggevoli idee un po’ bizzarre.
Amate briciole
di pianto e riso raccattato
è ciò che rimane
nel forziere profanato.
tiziana mignosa
09 2008
Etichette:
crepuscolari,
dedica,
luoghi,
ricordi
venerdì 2 ottobre 2009
Calafarina
Arsa, terra di sole
tortuose vie
polvere e brezza.
Screziate appaiono
visioni d’incanto
fichi d’india e gerani tutto l’anno.
Sinuosi scorrono
gli obliati percorsi carezzati dal mare
scorticati pendii di sole e vento.
Spazi infiniti di nuda sabbia
susseguono inviolati
azzurro mare che aria diventa.
Acqua, linfa cristallina
gioia e vento
piacere rinnovato e senza tempo
tiziana mignosa
08 2008
tortuose vie
polvere e brezza.
Screziate appaiono
visioni d’incanto
fichi d’india e gerani tutto l’anno.
Sinuosi scorrono
gli obliati percorsi carezzati dal mare
scorticati pendii di sole e vento.
Spazi infiniti di nuda sabbia
susseguono inviolati
azzurro mare che aria diventa.
Acqua, linfa cristallina
gioia e vento
piacere rinnovato e senza tempo
tiziana mignosa
08 2008
venerdì 25 settembre 2009
Addio Venezia
Il mio saluto va a te
languido paese dei tempi andati
mentre mi sorprendo a indugiare
su visioni della mente
che imbastiscono sospiri col presente.
Mescolanze accattivanti
consistenze e rimanenze
lambiscono morbide geometrie
realtà e memorie evanescenti
adesso come sempre.
Un saluto a te e al tuo sguardo altrove
diafana signora con in mano un lembo del vestito viola
che all’imbrunire sfiori
coi delicati soffi tra i capelli mossi
la misteriosa chiave del segreto rosa.
Addio
mura scorticate
ma anche a quel guizzo provvisorio
sconosciuto e dondolante
coi capelli intinti nel bagliore della luna.
tiziana mignosa
08 2009
languido paese dei tempi andati
mentre mi sorprendo a indugiare
su visioni della mente
che imbastiscono sospiri col presente.
Mescolanze accattivanti
consistenze e rimanenze
lambiscono morbide geometrie
realtà e memorie evanescenti
adesso come sempre.
Un saluto a te e al tuo sguardo altrove
diafana signora con in mano un lembo del vestito viola
che all’imbrunire sfiori
coi delicati soffi tra i capelli mossi
la misteriosa chiave del segreto rosa.
Addio
mura scorticate
ma anche a quel guizzo provvisorio
sconosciuto e dondolante
coi capelli intinti nel bagliore della luna.
tiziana mignosa
08 2009
Sull'Appia Antica
Sa di fiori
l’aria che respiro
tra cipressi centenari
e petali leggeri
immoti gli alberi
maestosi
sugli ingenui cespugli
che fluttuano appena
all’invisibile tocco.
E’ tiepido il soffio
a metà maggio.
Pruni
i frutti violetti
aspri
fanno a volte capolino
tra le ville
vetuste mura
che tanto hanno da dire
da raccontare
a chi nell’oblio
sa ascoltarne ancora
gli antichi palpiti sopiti.
Effluvio di primavera
remoto e novello
scivolando
tra ombre e luci
tra presente e passato
lungo il tacito cammino.
Tante le vite che s’incontrano
sfiorandosi appena
nell’attimo che fugge
occhi lambiscono occhi
e mai si parleranno.
tiziana mignosa
02 2008
l’aria che respiro
tra cipressi centenari
e petali leggeri
immoti gli alberi
maestosi
sugli ingenui cespugli
che fluttuano appena
all’invisibile tocco.
E’ tiepido il soffio
a metà maggio.
Pruni
i frutti violetti
aspri
fanno a volte capolino
tra le ville
vetuste mura
che tanto hanno da dire
da raccontare
a chi nell’oblio
sa ascoltarne ancora
gli antichi palpiti sopiti.
Effluvio di primavera
remoto e novello
scivolando
tra ombre e luci
tra presente e passato
lungo il tacito cammino.
Tante le vite che s’incontrano
sfiorandosi appena
nell’attimo che fugge
occhi lambiscono occhi
e mai si parleranno.
tiziana mignosa
02 2008
Iscriviti a:
Post (Atom)