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sabato 19 dicembre 2015

Il giardino galleggiante



Da troppo tempo ormai esitavi
tra il dormiveglia insano
della sponda conosciuta
e la terra lontana
che sognavi

L’incertezza
aveva radici lunghe
ma erano fatte di vento
e cartapesta




E’ stato sciocco
confondere il pianale della chiatta
che le tue rive ha costeggiato
con l’erba profumata che domani
conoscerà i tuoi passi

L’accordo fu stilato
al tempo senza tempo
e subito dopo
dimenticato

Ma quando l’ora sulla terra vi travolse
furono calici di nuvole e materia
sguardi e dopo mani
e di lui il sorriso ti entrò dentro

Le isole non baciano altre isole
                                                                il mare le divide      -avresti dovuto saperlo-
ma anche il coraggio
di nuotare per andarle a cercare

Non era terra ferma
ma giardino galleggiante
il suo compito è finito
un giorno di gennaio
in mezzo al mare

tiziana mignosa
gennaio duemilaquattordici

mercoledì 20 luglio 2011

Animus

Adoro l’estate
quando la luna mi bagna
e mi nutro del profumo
di ogni pausa
che le parole lega.

L’invisibile
di te mi parla
quando i tuoi sussurri
nel silenzio cerco
e ti ritrovo
nella trasparenza che mi sta intorno.

Sono per te
i sorrisi che attraversano ogni cosa
ma anche il mio strusciarmi
sui muri delle scale
e su quasi tutto ciò che incontro
Animus

tiziana mignosa
giugno duemilaundici

lunedì 27 dicembre 2010

I tuoi occhi

Tra il muro alle mie spalle
e te
i tuoi occhi
e rotoli di tempo
annegati in voglie senza mani.

Dodici lune ancora
dall’ultima parola senza suono
e un giorno atteso
ma subito disperso
nel limbo dove il silenzio
gioca a fare il re.

E si prepara al sonno
il sorriso
che prima vedeva i giorni accorciare il filo della meta
e adesso ricomincia a contare
altre dodici lune da vivere
per afferrare il giorno della speranza
reciso nel giardino del tuo oblio.

tiziana mignosa
dicembre duemiladieci

sabato 10 luglio 2010

Identico

Sugli inattesi passi
il battito s’affretta
cristalli di respiro a statua
che la mano
agli occhi tengono.

Compagni d’avventura
sguardo e fiato
di marmo rosa a schegge
rapiti e immobili
s’incollano alla scia della sorpresa.

Vermiglio
e seducente
è il cielo della sera
che in tinta con le gote
esplode insieme al mio piacere.

Fluttuanti filamenti
di miele e fiele
tratteggiano delicate filigrane
boccioli profumati
sulla pelle e il seno.

A te
io parlo
a te che a me ritorni
spettatore inconsapevole
sul mondo che lentamente
ci sbiadisce intorno.

Apparizione
da fare male agli occhi
tu che a lui somigli
identico
ancora più di lui.

Calda
diviene la marea
che a onde
nelle vene
senza fretta scorre.

Paure
e pensieri riesumati
accerchiano la mente
che più non può mentire.

Sorriso e confusione
mi rammentano
di quanto fantasioso e non compreso
a volte sia il copione
che tutti noi viviamo.

tiziana mignosa
giugno duemiladieci

Follia

E’ follia pura
anche quel solo voler afferrare
poche parole sul vassoio della conoscenza
con chi della sembianza
è inconfutabile copia.

Esca
che rapisce e ti trascina
in quel vortice allo specchio
sussulto ed emozione
tra la pelle e il cuore.

Imprudente
come la falena colla fiamma
tra il desiderio e la certezza
aneli il tuffo
nella visione menzognera.

Follia
che t’induce a farneticare
che non sempre
la copia nella vita
segue l’originale

così che il sosia frettoloso
potrebbe beffare tempo e sentimento
e col traguardo tra le mani
spacciarsi
per l’originale.

Giustificazione
che la benda alla ragione mette
quando comprendi che l’incanto
non è per il bello che hai davanti
ma per chi non riesci a dimenticare.

tiziana mignosa
luglio duemiladieci

mercoledì 27 gennaio 2010

Sabato sera

Sulla notte che sfreccia
di passione s’accende il sabato sera
dispettosi i giorni
non rispettano i tuoi tempi.

Luci e desiderio
chiavi di violino blu nel blu
dita affusolate che tratteggiano
quella parte di te che hai paura ad ascoltare.

Delicatezze dalle tinte travolgenti
cerini dallo zolfo bagnato
infinite scintille che alimentano
l’intensità del fuoco imploso.

Sorrisi e negazioni
fanno da cornice al profumo acerbo delle ventitre
voglia che mai ti porta
dove l’arsura vorrebbe stemperare

e mentre le ore
si rimpiccioliscono nel sonno
amaramente spiombi
sull’ennesimo bluff da dimenticare.

tiziana mignosa
gennaio 2010

domenica 27 dicembre 2009

Chi sei?

Davvero pensi
che io non sappia chi tu sia
angelo vestito da diavolo

anima dalle tasche vuote
che tra fumo e nuvole erra.

Pesando il tempo
hai impacchettato il sole
e lo hai nascosto in fondo all’ultimo cassetto

sbattendo le porte alle tue spalle
hai scelto il buio.

Parlano i tuoi pensieri
inutili fazzoletti per l’immensità dei laghi
e me li ritrovo intorno

ogni volta che il dito tuo indugia
tra quei numeri che non riesci mai a toccare.

Hai indossato vesti scure
tessute col gelo della neve
e fili spessi di silenzi

negando il battito
l’hai soffocato di baldoria.

So bene chi sei
ti ho annusato col sentire
mentre in tondo giri a quel cassetto

e al sole torni
perché
non puoi dimenticare.

A te
che pensi
che io non sappia chi tu sia.

tiziana mignosa
dicembre 2009

martedì 17 novembre 2009

Delirio

E’ la follia
che la follia attrae
e come l’ape al fiore è la stoltezza
che nell’insolito l’ossigeno per i polmoni cerca.

Inconsapevole
è il sottile filo che m’incatena
stridula chiamata
che fortemente avvince

e bendo gli occhi
sui sotterranei intrighi del gioco acceso e del suo rischio
ecco perché i fogli della mia vita stramba
sono parole folli lette da altri folli.

tiziana mignosa
11 2009

domenica 25 ottobre 2009

Gocciola l'anima sulla bellezza

Trabocca dal mio sguardo
l’immenso
in questa notte a strapiombo
cielo e mare afferro.

Dinanzi danze tremolanti
s’arresta il mio respiro
chiarori alla salsedine di luce agghindano
le mense raffinate della sera.

Frivolo perfino il cielo
s’ammira allo specchio prediletto
lampare come stelle
centuplicano il piacere.

E mentre sulla passerella dell’estate
continua la sfilata delle grazie
sfugge dalle mie dita
anche il riflesso più malconcio dell’amore

allontana allora
almeno dalla vista
anche la tonda diva
esilio dei segreti e dei cuori innamorati.

E visto che ho smarrito
l’invito al party della letizia
bendami gli occhi
sull’abbondanza di questa notte spoglia.

tiziana mignosa
08 2009

sabato 17 ottobre 2009

Era lontano il tempo

Era buio e freddo
e l’inverno copriva col suo umore
i sentimenti stanchi d’aspettare.

Era lontano il tempo
il tempo delle notti d’estate
quando la luna era la regina dell’Amore.

Oltre
oltre quell’odore
oltre la notte e la sua bellezza
ho attraversato
senza vestiti
il tormento dell’inverno.

Io
che da sempre inseguo
con la mia fragilità travestita da forza
il sogno
ho respirato una musica.

A tratti
fluttuava
oltre
oltre il chiarore dei fulmini
oltre
oltre il frastuono assordante
dei tuoni che spaccano il cuore.

Piano
piano
mi sono abbandonata
a quell’odore di musica e terra bagnata.

Il suono
lentamente
mi ha invitato a indossare la trasparenza
e
incorporea
ho aperto la porta della chiesa.

Sul cigolio dell’antico
mi sono persa
in quella musica soave
che allontanava dal mio sentire
il buio e il temporale

tiziana mignosa
10 2008

venerdì 9 ottobre 2009

Obsession

E’invisibile
la sottile linea
della tua follia
miss Sid
l’ossessione e il tuo tormento
della sua bellezza che di passione
cristallizza il tempo.

Immobile ed eteria
lei traspare
nell’acqua cheta dove Ophelia
senza respiro
nell’attesa
giace.

Ovattato
è il suo mondo ad occhi chiusi
e di morbido tepore
nell’inafferrabile danza del piacere
sensuale
al mondo torna.

Imperversa nell’apparenza
il ghiacciotemporale
che di goccespine bagna
quel poco che rimane
del suo malato amore.

Lei...
che dell’Amore era
dall’amore è abbandonata.

Affascina e cattura
col fuoco dei capelli e del suo cuore
ma dal mondo sfugge
e lenta si consuma
sulla dose di laudano
che di carezza senza cuore
lesta l’accompagna
alla temuta
e dolceamata morte.

tiziana mignosa
12 2008