Stronca il batticuore
quando l’abitudine le scarpe toglie
gusto che alle spalle
la sua forma perde
Anime strappate
a gioia e trepidazione
come fiori senza odore
teli gettati in faccia al sole
Debolezza acerba
che l’attenzione strozza
cantilena sulla via
incisa a noia sulla memoria
tiziana mignosa
marzo duemiladodici
La poesia è l'ispirazione di un istante catturata su di un foglio, elegante o elementare, cristallina o contorta che sia è comunque un attimo pieno d'emozione che dall'infinito giunge al cuore e dal cuore torna all'infinito.
tiziana mignosa
domenica 8 aprile 2012
sabato 7 aprile 2012
Il mio segreto
Prende forma il mio segreto
mentre nella tua dolce assenza
giorno dopo giorno
mi smarrisco e penso
Ti osservo e poi mi perdo
nel tuo mondo di velluto sconosciuto
e ti fascio coi nomignoli più dolci
e probabili mestieri
Quaranta minuti
che troppo in fretta si dissolvono
e daccapo forma prendono
quando è di nuovo giorno
Illudendomi di gioia
d’improvviso dal tuo fare
magneti screziati si sollevano
invadendomi di mare e desiderio
Inatteso è il battito
cuore al posto della gola
dissolvendo nell’adesso
sogni e voglie della mente
Tradimento che mi strappa
quando il verde dei tuoi occhi
trasognato tra la folla s’allontana
agrodolce che mi sballa nell’attesa del domani
tiziana mignosa
marzo duemiladodici
Note:
Titolo originale: "Le parole che avrei voluto leggere."
I commenti riferiti a questa poesia sono strettamente personali
mentre nella tua dolce assenza
giorno dopo giorno
mi smarrisco e penso
Ti osservo e poi mi perdo
nel tuo mondo di velluto sconosciuto
e ti fascio coi nomignoli più dolci
e probabili mestieri
Quaranta minuti
che troppo in fretta si dissolvono
e daccapo forma prendono
quando è di nuovo giorno
Illudendomi di gioia
d’improvviso dal tuo fare
magneti screziati si sollevano
invadendomi di mare e desiderio
Inatteso è il battito
cuore al posto della gola
dissolvendo nell’adesso
sogni e voglie della mente
Tradimento che mi strappa
quando il verde dei tuoi occhi
trasognato tra la folla s’allontana
agrodolce che mi sballa nell’attesa del domani
tiziana mignosa
marzo duemiladodici
Note:
Titolo originale: "Le parole che avrei voluto leggere."
I commenti riferiti a questa poesia sono strettamente personali
Goccia o sole
Come il veleno
che l’acqua rende ostile
ma non si vede
così è la vita col dolore
quando incontro dopo incontro
tutte le sue facce sfoggia
e quasi non l’averti più
ma non perché è andato via
come avresti lungamente ambito
Il mutamento
che è gioco fisso della giostra infatti
delusione sopra delusione
ti modella a palato fuori uso
dopo che l’impeto focoso hai assecondato
di soddisfare la voglia smisurata
che ha invaso ogni attimo
di quel tempo
Ma il cibo
che contenta ancora la tua brama
riempie ma non sazia come serve
e non dona più brividi come quando
ogni minimo fruscio di foglia
ti rendeva goccia di tormento
o sole caldo e intenso che riscalda
tiziana mignosa
gennaio duemiladodici
che l’acqua rende ostile
ma non si vede
così è la vita col dolore
quando incontro dopo incontro
tutte le sue facce sfoggia
e quasi non l’averti più
ma non perché è andato via
come avresti lungamente ambito
Il mutamento
che è gioco fisso della giostra infatti
delusione sopra delusione
ti modella a palato fuori uso
dopo che l’impeto focoso hai assecondato
di soddisfare la voglia smisurata
che ha invaso ogni attimo
di quel tempo
Ma il cibo
che contenta ancora la tua brama
riempie ma non sazia come serve
e non dona più brividi come quando
ogni minimo fruscio di foglia
ti rendeva goccia di tormento
o sole caldo e intenso che riscalda
tiziana mignosa
gennaio duemiladodici
A volte ciò che prima appare
Arriva sempre il tempo in cui
anche l’acqua s’incrina e perde sostanza
come nuvola rosa
che di morbidezza al cielo ride e dopo fugge
a volte ciò che il mondo prima appare
poi dissolve
Ma ciò che realmente è
tale rimane
come il sole che continua
a soffiare giallo ardore
nonostante il grigio sleghi il gusto dal calore
Come radici
che nel cuore della terra Amore cercano
tutto ciò che di verità nutre e si disseta
continua ad essere anche senza la sua forma
tiziana mignosa
gennaio duemiladodici
anche l’acqua s’incrina e perde sostanza
come nuvola rosa
che di morbidezza al cielo ride e dopo fugge
a volte ciò che il mondo prima appare
poi dissolve
Ma ciò che realmente è
tale rimane
come il sole che continua
a soffiare giallo ardore
nonostante il grigio sleghi il gusto dal calore
Come radici
che nel cuore della terra Amore cercano
tutto ciò che di verità nutre e si disseta
continua ad essere anche senza la sua forma
tiziana mignosa
gennaio duemiladodici
Nell'ultimo febbraio lungo il tempo
Anche se distante dal pensiero
nell’istante dell’inizio è già segnato
il tempo in cui il punto che il cerchio avvia
incontrerà la coda
Fu appuntamento e strappo
nell’ultimo febbraio lungo il tempo
atteso, voluto e anche temuto
scindendo ciò che più non era aprì la nuova strada
Valigia dall’ingombro veritiero
non visibile
una pianta che sarebbe morta
e un’altra per dimenticare nelle mani
Nel travaglio vive ogni distacco
immutato infatti è il fremito
morte che si rinnova e goccia
sul sentiero che il cambiamento abbraccia
Destino e giocoliere del rinnovo
non palese al frenetico alternarsi
per dare il la al bimbo
ripone il vecchio al capo
ma ogni volta che dall’occhio si divarica
ciò che più non torna
è strappo anche se intarsio
nell’angolo di velluto in fondo al cuore
tiziana mignosa
ventotto febbraio duemiladodici
Note: addio al CD, e a tutte le emozioni provate, abbracci di velluto e cartavetrata.
nell’istante dell’inizio è già segnato
il tempo in cui il punto che il cerchio avvia
incontrerà la coda
Fu appuntamento e strappo
nell’ultimo febbraio lungo il tempo
atteso, voluto e anche temuto
scindendo ciò che più non era aprì la nuova strada
Valigia dall’ingombro veritiero
non visibile
una pianta che sarebbe morta
e un’altra per dimenticare nelle mani
Nel travaglio vive ogni distacco
immutato infatti è il fremito
morte che si rinnova e goccia
sul sentiero che il cambiamento abbraccia
Destino e giocoliere del rinnovo
non palese al frenetico alternarsi
per dare il la al bimbo
ripone il vecchio al capo
ma ogni volta che dall’occhio si divarica
ciò che più non torna
è strappo anche se intarsio
nell’angolo di velluto in fondo al cuore
tiziana mignosa
ventotto febbraio duemiladodici
Note: addio al CD, e a tutte le emozioni provate, abbracci di velluto e cartavetrata.
lunedì 12 marzo 2012
L'esperienza
Ci si rincontra
nel caos del tempo
e l’anima si fiuta mentre il corpo
accoglie col sorriso calde bollicine
che in superficie giungono e confondono
alimentando punti di domanda
dolci cantilene e tremarelle zuccherine
Ti riconosco
mentre le similitudini fanno a gara per l’accoppio
e poi è di nuovo strappo
ma come l’ape
che spedita ovunque muove il passo per poi tornare al miele
è ancora viaggio altrove
per accumulare l’unico tesoro che realmente vale
tiziana mignosa
dicembre duemilaundici
nel caos del tempo
e l’anima si fiuta mentre il corpo
accoglie col sorriso calde bollicine
che in superficie giungono e confondono
alimentando punti di domanda
dolci cantilene e tremarelle zuccherine
Ti riconosco
mentre le similitudini fanno a gara per l’accoppio
e poi è di nuovo strappo
ma come l’ape
che spedita ovunque muove il passo per poi tornare al miele
è ancora viaggio altrove
per accumulare l’unico tesoro che realmente vale
tiziana mignosa
dicembre duemilaundici
domenica 19 febbraio 2012
Solo sogno
Immagina una scatola
affollata di matite colorate
e la tua voglia
di tinteggiare con l’arcobaleno il mondo intero
Come fiammifero
che inutilmente la sua fiamma testa
se di pensieri solo vivi e non di forma
con la tristezza presto dovrai fare specchio
mentre le tue belle mani
hanno perduto
grazia e Amore lungo il tempo
dipinto che rimane solo sogno.
tiziana mignosa
gennaio duemiladodici
affollata di matite colorate
e la tua voglia
di tinteggiare con l’arcobaleno il mondo intero
Come fiammifero
che inutilmente la sua fiamma testa
se di pensieri solo vivi e non di forma
con la tristezza presto dovrai fare specchio
mentre le tue belle mani
hanno perduto
grazia e Amore lungo il tempo
dipinto che rimane solo sogno.
tiziana mignosa
gennaio duemiladodici
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