giovedì 15 settembre 2016

Che di te presente eri già passato



(sulle note di Burn di Ellie Goulding )

 

E’ un cavallo imbizzarrito questo tempo
che dal giorno e dalla notte veloce scappa via
ma come l’elastico 
quando l’estremo limite ha raggiunto
sulla magia di queste note
sui tuoi passi in un baleno mi riporta

Ed è proprio a quella sera
sul tuo letto che io torno
e sulla tua Bellezza mozzafiato
che senza colmarmi mi colmava
quando dentro una nuvola di niente
l’ologramma della Felicità sperimentavo

Ascoltando queste note
m’accorgo che fin da allora
senza volerlo già sapevo
che di te presente eri già passato
e in quaderni scoloriti
dolci fiumi di parole avrei raccolto

Desiderabile come il più bello dei tramonti
vana rendevi anche la più ardua corsa
d’afferrare la tua scia sfuggente
destinata in ogni caso a scomparire
dietro l’ultima delle cose
che il mio sguardo ardito riusciva a percepire


tiziana mignosa
marzoduemilasedici

note: la vita nella sua velocità sfrenata a volte sulle note di una canzone fa delle brusche e piacevoli frenate, ci riporta indietro facendoci rivivere certi momenti già vissuti.

La nostra anima, che sa sempre tutto, nulla fa arrivare alla coscienza però a volte questa consapevolezza celata elude la sorveglianza giungendo fino al nostro sentire più evidente e così c’accorgiamo che ancora prima di sperimentare ciò che stiamo per vivere sappiamo già cosa sta per accadere…

martedì 6 settembre 2016

E intanto pare svanire

(Scatto fotografico di Gemma Cannoletta) 

Come certi ricordi
che sulla linea del tempo
sbiadiscono lenti
ma facendosi essenza
nel cuore hanno messo radici

tra avvolgenti silenzi e suoni lontani
d’oro e d’argento
la natura adesso al mondo bisbiglia
filigrane di sogni e di luna
e intanto  pare svanire

Meraviglia di rara bellezza
ovattata   all’emozione m’invita
in questo angolo di beatitudine
ignorato dal frastuono abitato
che altrove il suo canto stridente impersona

Delicata  magia che s’affaccia
nell’oblio della quiete di un giorno
che per un attimo uno squarcio
e un sorriso
sul passato ha creato

Giocoliere che impara
tra la rosa e la spada - sceglie e s’affida
sapendo che anche una foglia che cade
nasconde un Piano Perfetto
che non sempre scorgiamo

tiziana mignosa
marzoduemilasedici

lunedì 29 agosto 2016

Invisibili inganni


La vita ha impercettibili uncini
basta un attimo
e il presente s’aggancia
a qualcos’altro già vissuto
e sono un’altra volta risa
o altri pianti ancora

Invisibili inganni
che tessono incandescenti
o delicati percorsi
lungo l’ingenuo tempo

Desideri
paure o sogni
sono trame e orditi
ingarbugliate filigrane
d’oro e fango

Impalpabili catene
che c’imprigionano in altri luoghi
o nell’eterno inseguimento
d’irraggiungibili desii
non Amati abbastanza
da saziare occhi e mani

Fluttuano sciolti
i pensieri vaganti
saette senza coscienza
impazzite viaggiano
in ogni direzione

E chi è certo che siano i suoi
ingenuo crede anche
che quella sia la libertà

ma come libera è la foglia
quando il vento decide dove farla andare
così è lo stolto
quando i primi passi verso casa porta  


tizianamignosa
ventiseiagostoduemilaquindici

venerdì 19 agosto 2016

Io e te abbracciate


Lunga è stata questa notte
che mai si correggeva
nel giorno redentore
che aspettavamo

io e te    abbracciate
in quel tempo senza grazia
di ghiaccio e aghi sulla pelle nuda
che sadico nell’adesso si attardava
e zoppicante pareva ritardare il passo

E il buio intanto
le ombre paurose allungava
alimentando quel temuto mostro
che spietato
di noi pareva non saziare il sacco

Io e te avvolte in quel dolore
che avrei voluto strapparti dalla pelle
e invece coi mostri dell’impotenza mi scontravo
che spudorati occupavano il mio cuore

Ho chiesto aiuto e pianto
ma il silenzio era ferito solo dal lamento
che il tuo musetto dolce
di nero pesto
le candide pareti imbrattava

Non so se avrei potuto fare meglio
ma di sicuro
da quella sera
a ritroso su tutto quello che c’è stato
è stato solo Amore Puro
da ambedue le parti


Alla mia dolcissima Lupin nel giorno del suo ritorno a casa, Roma 16 aprile 2015




Il respiro della terra



Adoro quest’aria di Gran Festa
che le ali ai sassi indossa
e col verde di serenità converte
anche il più celato dei languori

Ogni impronta è volo a primavera


Erompe nell’apice la Gioia
sensuale e accattivante
nell’ infuocato vortice dell’estate
m’invita     e vibro con il sole

 Baldoria di colori  che il mondo nutre


Dai roveti a piedi scalzi comprendo
che non sempre la Bellezza
invade gli occhi e li travolge
a volte è un po’ nascosta e va cercata

Col rosso dell’autunno faccio pace


Ovattato
come un sogno mai sbocciato
sotto il ghiaccio del suo grigio
la vita del domani abbozza

Nella quiete dell’inverno imparo ad aspettare


tiziana mignosa

marzoduemilasedici

sabato 13 agosto 2016

Giocherellona e matta



Anche se la vita
ancora gioca a procrear dispetti
separando ciò che per sua natura
non può di certo essere diviso
ti dico cara la mia Lupa
che tu sei ancora qui
a deliziarmi con la tua bellezza

Primavera delicata
e sole strabiliante dell’estate
giocherellona e matta
con la voglia sempre accesa
di coccole
e ancor di più di pappa

Ricordi quando
una volta spazzolata la tua ciotola
spudorata sbirciavi dentro al secchio
dimentica come sempre
che avevi già mangiato?

E l’effetto che in te cucciola infondeva
la vista e l’odore
che buono reputavi
della scatoletta al tonno
appena, appena aperta?

Tu che al trillo del citofono
scodinzolando t’accendevi
e dell’arrivo nuovo
l’occasione raccoglievi
per trasformar la dolce quiete
in briosa allegria a festa?

E quando il vicinato intero
ascoltandoti nell’aria
sapeva se ero appena entrata
o da poco uscita dalla casa?

Tu che insieme a me
di mantra
e buona musica vivevi
tu che respiravi incenso
a volte anche lacrime
ma di sicuro tanta Gioia
e puro divertimento

Ovunque adesso sei
a te che eri la mia ombra
col cuore nelle mani dico
che è stato molto bello
averti avuto accanto

A te che adesso pronta sei
per essere figlia
stavolta per davvero
non posso che dirti g r a z i e
per tutto il grande Amore
che tra noi c’è stato



la tua mamma diciannoveaprile duemilaquindici, tre giorni dopo il tuo ritorno a casa

Che i lembi al cerchio annoda


Come il bocciolo
che mai diventa fiore
certi amori s’addormentano
senza mai sbocciare

D’allegra frenesia
l’esordio vestono
e sui giorni da venire
cantando a squarcia gola
felici s’incamminano

ma sono un po’ confusi
e dal percorso popolare
dopo poco s’allontanano
e allora l’alba
che i lembi al cerchio annoda
mai conoscerà il tramonto

Con la luna
che di passione il luccichio
agli occhi accende
hanno osato fino all’ultimo dei piani
ma invece d’afferrarla
abbracciati alla paura
sono precipitati a picco sulla terra

tizianamignosa
settembreduemilaquindici