Tre sono le parti
che colgono tre fiori differenti
quelli che tu senza volere mi presenti.
Quando ti vedo
le guance ispide avverto sul mio viso
sospiro e mi divido.
Gli occhi
la voglia delle mani alimentano
ma poi ti sento
fervore della voce
è riso divertito e un po’ mi perdo
impeto che al sogno sovrappone sogno.
La terza si fa verbo a vista
dolcezza e confusione
fin quando rivedendoti ricomincia il cerchio del piacere.
tiziana mignosa
maggio duemiladieci
La poesia è l'ispirazione di un istante catturata su di un foglio, elegante o elementare, cristallina o contorta che sia è comunque un attimo pieno d'emozione che dall'infinito giunge al cuore e dal cuore torna all'infinito.
tiziana mignosa
lunedì 17 maggio 2010
martedì 11 maggio 2010
Ti penso
Chiudo gli occhi
e sulle labbra tue ritorno
e intanto slaccio attimi accaldati
avvinghiati alla gabbia dei non si fa.
E’ di te
che con le mani in tasca gli occhi sazio
mentre le paure serrano
legacci stretti intorno al collo delle voglie.
Ti penso
e intanto scorro sul percorso
girando gli occhi altrove
mentre ammiccando scorrono i cartelli della tentazione.
Inutilmente
innaffio d’altro i miei pensieri
che d’avidità accrescono la sete
e a te s’allacciano in queste ore accese.
tiziana mignosa
settembre duemilanove
e sulle labbra tue ritorno
e intanto slaccio attimi accaldati
avvinghiati alla gabbia dei non si fa.
E’ di te
che con le mani in tasca gli occhi sazio
mentre le paure serrano
legacci stretti intorno al collo delle voglie.
Ti penso
e intanto scorro sul percorso
girando gli occhi altrove
mentre ammiccando scorrono i cartelli della tentazione.
Inutilmente
innaffio d’altro i miei pensieri
che d’avidità accrescono la sete
e a te s’allacciano in queste ore accese.
tiziana mignosa
settembre duemilanove
venerdì 7 maggio 2010
Sciola camminava
(Sulle note di Angelica di Paul Schwartz)
Sciola camminava per la strada
lei non dava più la mano al tempo
gli anni della pesca
e l’amore si era persa per la via.
Labbra accese
come il sole quando non riesce più a scaldare
e un sorriso sbieco
stampato sul rossetto ormai distratto.
Nastri e viole tra i capelli a neve
segreti celebrati tra le onde
petali delicati e aguzze spine
invisibili reliquie sull’ altare.
“Mi ha amato…”
gridava
come se qualcuno
chiedesse ancora.
Gesticolando
poi
con le mani a guanto
nell’aria interpretava la commedia.
Risa a picco
sopra un pianto piatto
posate le domande
aveva smesso anche d’aspettare.
“..e poi è morto”
sussurrava a fil di voce
a chi non l’ascoltava più
o non le dava fede.
Perché lei
che la verità aveva
all’abbandono
il caldo abbraccio della menzogna prese.
tiziana mignosa
maggio duemiladieci
Sciola camminava per la strada
lei non dava più la mano al tempo
gli anni della pesca
e l’amore si era persa per la via.
Labbra accese
come il sole quando non riesce più a scaldare
e un sorriso sbieco
stampato sul rossetto ormai distratto.
Nastri e viole tra i capelli a neve
segreti celebrati tra le onde
petali delicati e aguzze spine
invisibili reliquie sull’ altare.
“Mi ha amato…”
gridava
come se qualcuno
chiedesse ancora.
Gesticolando
poi
con le mani a guanto
nell’aria interpretava la commedia.
Risa a picco
sopra un pianto piatto
posate le domande
aveva smesso anche d’aspettare.
“..e poi è morto”
sussurrava a fil di voce
a chi non l’ascoltava più
o non le dava fede.
Perché lei
che la verità aveva
all’abbandono
il caldo abbraccio della menzogna prese.
tiziana mignosa
maggio duemiladieci
L'Illusione di te
E’ soffio e tuffo al cuore
ogni volta che un riflesso di te
freccia che perfora il muro dell’oblio
punta e fa centro dentro me.
Spine e nostalgia a treccia
carezza con la mano a spada
sui frammenti malamente uniti
di quel letto senza più il suo fiume.
Come specchio sul passato
mi ritrovo scalatrice insaponata
che la gazza fa a ladra
e si spalma sul luccichio che vede.
Ammaliatrice è l’esca
per l’occhio e la sua brama
che si lascia conquistare
come se quel pensiero fosse reale.
Ma il contenitore che soddisfa
riflette a beffa la mia pena
miele che si smarrisce
sul contenuto forestiero.
Voglia che ritorna
come se mai fosse sparita
sussurra a fil di voce
che ho ancora mal di te.
tiziana mignosa
aprile duemiladieci
ogni volta che un riflesso di te
freccia che perfora il muro dell’oblio
punta e fa centro dentro me.
Spine e nostalgia a treccia
carezza con la mano a spada
sui frammenti malamente uniti
di quel letto senza più il suo fiume.
Come specchio sul passato
mi ritrovo scalatrice insaponata
che la gazza fa a ladra
e si spalma sul luccichio che vede.
Ammaliatrice è l’esca
per l’occhio e la sua brama
che si lascia conquistare
come se quel pensiero fosse reale.
Ma il contenitore che soddisfa
riflette a beffa la mia pena
miele che si smarrisce
sul contenuto forestiero.
Voglia che ritorna
come se mai fosse sparita
sussurra a fil di voce
che ho ancora mal di te.
tiziana mignosa
aprile duemiladieci
Dove finiscono gli sguardi
Quando i sogni non combaciano con le mani
oltre il visibile
svaniscono gli sguardi
rapiti dal tepore
a volte s’incantano nell’abbaglio buono
morbido desio, rifugio per il cuore.
Estranei i corpi riempiono il tracciato
e intanto gli occhi inseguono le scie degli aquiloni
assorti si disperdono oltre l’ultimo selciato.
E mentre d’altro il sorriso parla
la tenerezza veste quel pensiero
e l’occhio un po’ si bagna
quando con lo sguardo
dentro il dolce sogno piomba
e almeno per quell’ istante tutto il resto scorda.
tiziana mignosa
ottobre duemilanove
oltre il visibile
svaniscono gli sguardi
rapiti dal tepore
a volte s’incantano nell’abbaglio buono
morbido desio, rifugio per il cuore.
Estranei i corpi riempiono il tracciato
e intanto gli occhi inseguono le scie degli aquiloni
assorti si disperdono oltre l’ultimo selciato.
E mentre d’altro il sorriso parla
la tenerezza veste quel pensiero
e l’occhio un po’ si bagna
quando con lo sguardo
dentro il dolce sogno piomba
e almeno per quell’ istante tutto il resto scorda.
tiziana mignosa
ottobre duemilanove
mercoledì 5 maggio 2010
Ortigia e la sua bellezza
Su quest’isola
di fuoco e sogni
folgora di bellezza
la misteriosa tenebra estiva
che di vita palpita
tra le vetuste mura
destate dal torpore del tempo.
Salsedine e incanto
sibilo impercettibile
tra le chiassose vie
che festose gridano il piacere.
Intenso
percepisco l’odore
di limoni e libertà
mentre slaccio i nodi
all’incompresa razionalità.
E’ sinuosa
la sensuale danza del desiderio
che impertinente libero
quando a piedi nudi ascolto
il possente battito della calda terra.
E terra ... divento
meraviglioso attimo senza catene
terra nella terra
fuoco nel fuoco
aria dell’aria
in quest’illusione di libertà
di questa piccola notte
di note e bellezza
solitario dono del tempo
e della mia amata Ortigia.
tiziana mignosa
agosto duemilaotto
di fuoco e sogni
folgora di bellezza
la misteriosa tenebra estiva
che di vita palpita
tra le vetuste mura
destate dal torpore del tempo.
Salsedine e incanto
sibilo impercettibile
tra le chiassose vie
che festose gridano il piacere.
Intenso
percepisco l’odore
di limoni e libertà
mentre slaccio i nodi
all’incompresa razionalità.
E’ sinuosa
la sensuale danza del desiderio
che impertinente libero
quando a piedi nudi ascolto
il possente battito della calda terra.
E terra ... divento
meraviglioso attimo senza catene
terra nella terra
fuoco nel fuoco
aria dell’aria
in quest’illusione di libertà
di questa piccola notte
di note e bellezza
solitario dono del tempo
e della mia amata Ortigia.
tiziana mignosa
agosto duemilaotto
martedì 4 maggio 2010
Malinconici i poeti
Come grigia coltre
le nubi a volte
di pioggia vestono l’umore.
Malinconici i poeti
valicando le stagioni della vita
s’allacciano agli aromi dell’autunno.
Nostalgiche visioni
proiettano attimi di chiarore
gli altri, il mondo
inconsapevoli fiammiferi
dolce fonte di tepore.
E nemmeno un po’ lo immaginano
d’essere luce e accesa
a volte grande ispirazione.
Nascono così
parole intinte in pregiate essenze
d’oli crepuscolari e languide assenze.
tiziana mignosa
marzo duemiladieci
le nubi a volte
di pioggia vestono l’umore.
Malinconici i poeti
valicando le stagioni della vita
s’allacciano agli aromi dell’autunno.
Nostalgiche visioni
proiettano attimi di chiarore
gli altri, il mondo
inconsapevoli fiammiferi
dolce fonte di tepore.
E nemmeno un po’ lo immaginano
d’essere luce e accesa
a volte grande ispirazione.
Nascono così
parole intinte in pregiate essenze
d’oli crepuscolari e languide assenze.
tiziana mignosa
marzo duemiladieci
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