-dopo averti guardato
fin quando ho osato farlo-
in questa quiete
ovattata
colma solo di me
stessa
dove la frenesia
dell’oggi
e neanche i ricordi
-o il tuo silenzio-
riescono ad arrivare
Dove il graffio di
ieri
e il timore del
domani
s’assopiscono
e poi dissolvono
Ed è subito magia
e i sassi
si fanno polvere
dove sbocciano
sorrisi
L e g g e r a
mi lascio andare
concedendomi di
fluttuare
in quest’ampiezza che m’avvolge
e senza giudizio Ama
e mi guarisce
Scivolo
e poi risalgo
-accetto il ballo-
lungo pareti d’acquosità
azzurre
Mi giro
e mi rigiro
e il cielo diventa
terra
e la terra cielo
-ed io rinasco-
Sciogliendo i lacci
non gioco più al fare
-scelgo d’essere-
ed è così che i
varchi
sul nuovo giorno
s’aprono
Dolce mi carezza
questo lambire che
bonifica
mi si schiudono
davanti
Ed è canto
-e poi un altro-
l e g g e r a
tra un sogno già
finito
e un altro
tiziana mignosa
febbraio
duemilaquattordici
Note: dopo ogni distacco
c’è un momento “fuori dal tempo” in cui si rimane solo in compagnia di se
stessi, uno spazio interiore dove si elabora ogni virgola vissuta.
Uno luogo ovattato
dove ci ricarichiamo, buttando via le
scorie e tenendo per noi solo i sorrisi, prima di abbracciare il nuovo che c’attende.
**Quando qualcosa va
via è solo perché siamo pronti per qualcos’altro**
Per chi desidera ascoltarla:
http://www.dailymotion.com/video/x266ksd_tiziana-mignosa-leggera_creation
Per chi desidera ascoltarla:
http://www.dailymotion.com/video/x266ksd_tiziana-mignosa-leggera_creation
Nessun commento:
Posta un commento